Linea di privacy
Informazione in equilibrio tra riservatezza e diritto di cronaca

Autore: Roberto Toppetta

Recensioni:

Quando sussiste l’interesse pubblico della notizia?
Quando sussistono le finalità di giustizia e di polizia?
Quando e come i giornalisti ledono la privacy dei cittadini?

A questi e simili quesiti intende rispondere “Linea di privacy”, a cura di Roberto Toppetta. “Un libro istruttivo che finisce per diventare un pratico manuale di diritto, di etica e di deontologia”, come lo ha definito Vittorio Roidi, Segretario dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Toppetta riesce a rendere agevole e definita una disciplina oggi più che mai controversa: trovare il giusto equilibrio tra riservatezza e diritto di cronaca.
Con il tempo il concetto di privacy è divenuto sempre più centrale, in un mondo in cui troppo spesso il privato è entrato facilmente nella sfera del pubblico. Né si può associare il termine privacy al gossip: non si mira a proteggere il pettegolezzo, bensì la persona. “Stiamo parlando – come afferma Mauro Paissan, componente del Garante per la protezione dei dati personali – della dignità, dell’identità, dell’intimità delle persone”. Lo sviluppo di Internet, inoltre, ha aumentato la responsabilità per chi fa informazione oggi, perché viene meno di fatto il cosiddetto «diritto all’oblio». Una volta pubblicata una notizia online questa rimane nella memoria sconfinata della rete e sarà sempre a portata di un qualsiasi motore di ricerca.
Dal pamphlet di William Faulkner, che già nel 1955 negli Stati Uniti si scagliò per la tutela della propria vita privata, alle più recenti sentenze della Corte di Cassazione, Roberto Toppetta delinea con chiarezza espositiva e logica cristallina tutte le tappe che hanno portato dalla frammentazione legislativa al Testo Unico e alla formulazione del codice deontologico dei giornalisti. Il problema resta sempre quello dell’equilibrio, come afferma lo stesso autore: “In linea di principio, privacy e diritto di cronaca denotano istanze non facilmente conciliabili, anzi, per vari aspetti, contrapposte: tanto più si rafforzano le difese dell’una, quanto più si restringe la sfera di autonomia dei titolari dell’altro. Eppure l’esperienza di questi anni insegna che i due valori possano coesistere dentro un assetto giuridico equilibrato”.
 

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