La deontologia del giornalista, un libro di Gino Falleri

Pubblicato : 25/06/2018 11:54:14
Categorie : Recensioni

La deontologia del giornalista, un libro di Gino Falleri

"Giornalisti. Doveri e regole" di Gino Falleri (Ed. Centro di Docu­mentazione Giornalistica, pag.94, Euro 12,00-2018) riper­corre le tappe più importanti della storia e delle regole del giornalismo, affrontando inter­rogativi e ipotesi sugli scenari futuri dell'informazione digi­tale. È un'ampia analisi, con rife­rimenti documentati, frutto di approfondite ricerche.
Per meglio comprendere da dove viene e dove sta andando il giornalismo, Falleri esamina, nei diversi contesti europei ed extraeuropei, la libertà di stampa, i diritti e i doveri del giornalista, la privacy, gli ordini professionali; con un originale punto di osservazione sul pa­norama italiano, confrontato con quello internazionale. I punti chiave dello studio sono quelli dedicati alle luci e alle ombre della professione, alla deontologia, all'etica e alla mo­rale; alla disciplina e al Testo unico delle carte deontologi­che; infine, alle carte internazio­nali dei doveri. t:Autore evidenzia che le istituzioni gior­nalistiche, per quanto attiene alle Carte dei doveri, sono molto caute in tema di innova­zione. Soppesano, e valutano i pro e i contro, prima di realiz­zare qualcosa o di modificare l'esistente. Così è stato con i co­dici deontologici. Prima che ne fosse varato uno è trascorso quasi un secolo. In Europa sono stati i giornalisti polacchi della Galizia nel 1896 a dotarsi di regole di comportamento e, suc­cessivamente quelli svedesi e americani. Nei paesi "democra­tici-corporativi" da tempo esi­stevano sistemi di autoregolamentazione ed era in funzione il Press Council. Il primo è stato istituito nel 1919 dalla Svezia e, nel 1936, dalla Norvegia. Una volta preso l'av­vio le nostre istituzioni profes­sionali hanno dimostrato di non essere assolutamente"par­che" nel legiferare. La Federa­zione della stampa italiana, nel giugno del 1957, approvò una Dichiarazione riguardante l'au­todisciplina e i principi dell'etica professionale. Il Consiglio na­zionale cominciò con un proto­collo d'intesa sull'Informazione e la pubblicità (1988), per poi proseguire a regolamentare i vari aspetti della professione, soprattutto osservando le tra­sformazioni in atto nella società e quali fossero i comportamenti del giornalista nel riferì re fatti ed eventi, attraverso le Carte dei doveri approvate per "auto­normazione"; suggerite dall1m­portanza che riveste "l'informazione in una società democratica, pluralista, multiet­nica e a più confessioni" e nel cui interno il giornalista non si limita solo a informare, ma as­solve pure un ruolo propositivo e di tutela del cittadino. Le Carte dei doveri, prima dell'en­trata in vigore del Testo unico, erano tredici, sedici se si inclu­dono quelle di Torino, della To­scana e di Trieste. Il Testo unico del 2015 è composto da cinque titoli e sedici articoli. Una parte del saggio è dedicata al tema degli Uffici stampa. Falleri si sof­ferma, in particolare, sulla Legge 150/2000, per quanto concerne gli addetti stampa nella Pubblica Amministra­zione. Un prowedimento legi­slativo non più giovane, superato in talune parti e con qualche interrogativo senza risposta. Infine ricorda che l'Uffi­cio stampa 2.0 è ben lontano dal comunicato e dalla rasse­gna stampa quotidiana di un tempo. Le tecnologie hanno mutato il modo di informare. Le competenze non si esauriscono nella gestione dei media tradi­zionali, ma si rivolgono sempre di più all'online. Gino Falleri è Vice-Presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio. Dal 1987 è Presidente nazionale del GUS (Gruppo di Specializzazione degli Uffici stampa, presso la Federazione nazionale della stampa italiana). È Autore di nu­merosi saggi, tra i quali: "Diffa­mazione, libertà di stampa e rischi del giornalista'; "La ri­forma delle professioni'; "Il Por­tavoce, limiti e competenze''. Ha tenuto lezioni presso le Univer­sità di Chieti, di Pisa e della Li­bera Università degli Studi "S.Pio V" (Roma).


fonte: Giornalisti Europei

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