"Pezzi di Storia” i giornalisti in prima linea

Pubblicato : 17/09/2021 10:57:45
Categorie : Recensioni

"Pezzi di Storia” i giornalisti in prima linea

Quando la cronaca diventa storia… E quando sono i giornalisti d’agenzia  a raccontarla, con la passione e l’orgoglio di essere stati lì, in prima linea a coltivare il mestiere più bello del mondo. Danilo Di Camillo, responsabile della Biblioteca comunale “Adriana Marsella”, ha voluto mettere in luce anche questi aspetti emotivi e personali presentando a Palazzo Caetani, l’11 settembre, a Cisterna di Latina, il volume “Pezzi di storia” (Istimedia edizioni, da pochi giorni nelle librerie) curato da Stefano Polli, vicedirettore dell’Ansa e Cesare Protettì, già direttore del Master di Giornalismo della Lumsa

Tra le 48 testimonianze raccolte nel saggio, c’è anche quella sulla lunghissima giornata dell’11 settembre 2001, firmata da Alessandra Baldini, all’epoca capo della redazione newyorkese dell’Ansa: a Palazzo Caetani, Ramona Calvino, nel ventennale della tragedia, ne ha dato una intensa lettura.

Il libro si apre con un contributo speciale di Sergio Lepri, direttore dell’Ansa per quasi un trentennio e che tra poco compirà 102 anni: il suo pezzo, in gran parte inedito, contiene dettagli importanti su quello che accadde nella notte tra il 10 e l’11 agosto 1943 a Palazzo Manni, a Orte, quando si tentò di avviare una comunicazione alle truppe – poi rivelatasi furbesca e improduttiva – sul cambio di alleanze dell’Italia. E così si arrivò al disastro dell’8 settembre frutto di “ignoranza, silenzi, sotterfugi, false iniziative, bugie, stupide furbizie”, scrive Lepri.

Un altro episodio di cui si è scritto pochissimo è quello che ci racconta Carlo Giacobbe su un altro tipo di comunicazione: la vera storia di Ambrogio Fogar e del suo cane Armaduk al Polo Nord nel 1983, in uno scenario lattiginoso a 45° sottozero. con una crosta polare praticamente impossibile da percorrere con un cane riottoso a qualsiasi fatica.

Le firme dell’Ansa sono tante, a cominciare da Nino Alimenti,  scomparso il 5 novembre 2020 dopo aver cesellato per il libro un bellissimo ricordo di Nelson Mandela, liberato l’11 febbraio 1990. E poi c’è Pio Mastrobuoni che ha scritto di vari personaggi “visti da vicino”: Modugno a Mosca, Craxi, Spadolini, la regina Elisabetta II con la quale conversò di… cavalli.  E poi ci sono le firme dei colleghi coautori non solo italiani e non solo dell’Ansa, come Dennis Redmont, dell’Associated Press, che nel 1965 (era l’epoca della dittatura di Salazar) a Lisbona era il più giovane corrispondente della sua agenzia e che nella sua lunga carriera è stato inviato in più di 80 paesi, seguendo centinaia di eventi di cronaca, molti dei quali sono divenuti Storia.

“Un libro – ha concluso Di Camillo – che sarebbe da adottare nelle scuole anche perché, con uno stile sobrio e accattivante, aiuta i giovani a collocare nel tempo e nello spazio le grandi svolte della storia. E questo grazie soprattutto agli articoli di raccordo, anno per anno, scritti da Cesare Protettì e da suo figlio Luca, applauditi coprotagonisti della presentazione a Palazzo Caetani.

Fonte: romadailynews.it

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