“Pezzi di Storia” nel racconto dei giornalisti d’agenzia

Pubblicato : 13/09/2021 12:31:29
Categorie : Recensioni

“Pezzi di Storia” nel racconto dei giornalisti d’agenzia

C’è la storia di Augusto Minzolini, allora cronista d’agenzia, che fece infuriare Bettino Craxi perché le sue parole alla segreteria del PSI uscivano pari pari sull’Asca: dal bagno delle donne, da un pertugio dell’aria condizionata, Minzolini ascoltava in diretta la riunione della segreteria e poi lanciava in rete i suoi “pezzi” che non potevano essere smentiti. E c’è la storia del presidente Cossiga che alle 6 del mattino telefonava all’assonnato quirinalista dell’Ansa, Carlo Rebecchi, per fare le sue “esternazioni”. E ce ne sono tante altre divertenti, delicate o curiose che gettano luce sul lavoro del giornalista d’agenzia, nei due libri editi quest’anno da Istimedia, curati da Stefano Polli e Cesare Protettì e presentati il 28 agosto a Fregene nel giardino della Biblioteca Gino Pallotta da Marina Pallotta, Silvana Consalvo ed Ettore Mencacci. I libri sono “E’ l’agenzia, bellezza!” e “Pezzi di Storia”, editi da Istimedia. L’aneddoto su Minzolini è raccontato dal direttore dell’agenzia Dire, Nico Perrone, In un interessante contributo intitolato: “1988, gli ultimi rantoli della Prima Repubblica”; quello su Cossiga è stato raccontato dallo stesso Rebecchi all’attento uditorio che ha fatto molte domande, incuriosito da questa strana razza di giornalisti che “non lucida la firma” e che lavora sempre in lotta con il tempo, cercando sempre di unire alla rapidità l’esattezza e la completezza. “E’ l’agenzia bellezza!”, adottato in alcune scuole di Giornalismo, è alla sua seconda edizione: dopo 14 anni dalla prima naturalmente è un altro libro, con intere parti riscritti e interi capitoli aggiunti, come quello sul racconto per immagini (fotografie e video)
e arricchito da un corposo Indice dei Nomi, tra i quali si trovano personaggi inaspettati, come Indro Montanelli che fu assunto come praticante dalla UP, all’epoca in concorrenza con la mitica Associated Press. Un trentennio dopo un giornalista della stessa UP, per danneggiare il c o lle ga dell’AP, strappò dall’alloggiamento,
gettandolo via, il telefono a bordo dell’auto della stampa che seguiva quella del presidente Kennedy e che gli era servito per dettare i primi flash sull’attentato al presidente americano a Dallas. La storia non ha premiato il gesto unfair: la UP è miseramente finita, mentre l’Ap è cresciuta fino a diventare la più grande agenzia del mondo: una macchina delle notizie, che lavora 24 ore su 24 in tutto il mondo, con oltre 4.100 dipendenti, con 242 uffici in 120 paesi del mondo, che serve 1.700 quotidiani e 5.000 stazioni radio e televisive. “Pezzi di storia”   è invece una assoluta primizia: è la prima volta che 42 giornalisti di diverse agenzie, italiane e straniere (Associated Press, Ansa, DPA, AGI, AdnKrons, Askanews, Dire, Nova, ecc.) vengono chiamati a raccontare avvenimenti di cui sono stati testimoni diretti e personaggi che hanno fatto la storia o hanno ottenuto le luci della ribalta in occasione di qualche evento importante. Il libro si apre con una testimonianza diretta di Sergio Lepri, 102 anni a settembre, sui giorni che presedettero la firma dell’armistizio del 1943 con la resa dell’Italia alle truppe
alleate. Lepri, poi direttore dell’Ansa per quasi un trentennio, era un sottufficiale presso il comando della Quinta Armata, a Palazzo Manni, sulla rocca di Orte e qui, nella notte tra  il 10 e l’11 agosto, arrivò – portato da un colonnello dello Stato Maggiore- un documento che faceva capire l’imminente cambio di alleanze. Se correttamente comunicato e diffuso quel documento avrebbe potuto salvare dalla deportazione e dalla morte (morirono in 20mila) oltre 600mila soldati italiani. E, invece, come purtroppo è accaduto altre volte nella storia italiana, ci fu un balletto di “ignoranza, silenzi, sotterfugi, false iniziative, bugie e stupide furbizie”, come scrive Lepri, addolorato testimone di quei giorni. Anche Giovanni Giovannini, che poi divenne presidente dell’Ansa, parla di quei giorni dal punto di vista di un soldato dei reparti italiani in Provenza, abbandonati dai loro ufficiali, ma decisi a scegliere la deportazione, piuttosto che militare sotto le insegne tedesche. Seguono “pezzi” che vedono protagonisti papi, leader internazionali (Mitterrand, Obama, Fidel Castro, Gheddafi, la regina Elisabetta), politici italiani (Pertini, Cossiga, Andreotti, Craxi, ecc.), esploratori (Fogar), sportivi (Maradona, il team di Azzurra) e anche un attentatore, Alì Agca. Tra i vari “pezzi”, articoli di raccordo sintetizzano gli eventi significativi di quell’anno e offrono, anche ai più giovani, una “mappa” per orientarsi sul grande scacchiere internazionale. “Abbiamo abbandonato, per una  volta - dicono Polli e Protettì - i canoni del linguaggio d'agenzia e abbiamo narrato, in prima persona e con stile personale, 'pezzi’ della nostra storia. Nel libro ci sono personaggi di primo piano della storia di questi ultimi 75 anni visti spesso da punti di visti nuovi e originali, a volte sorprendenti e anche divertenti”. “Secondo noi è interessante scoprire - lo diciamo sommessamente ma anche con una punta di orgoglio - quanta qualità e professionalità ci siano in un settore del nostro mestiere, quello del giornalismo di agenzia, spesso poco conosciuto dai non addetti ai lavori”.

Fonte: Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio

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